lunedì 10 marzo 2008

MEMORIAL "CALCIOPOLI" PARTE IV

La Juventus e il Doping.

La Juve viene condaNnata in primo grado nel processo per doping: 1 anno e 10 mesi per frode sportiva al medico Agricola, assoluzione per insufficienza di prove per l’amministratore delegato Giraudo. Processo silenziato dai media, nessuno ne parla, abbiamo visto come Moggi abbia il controllo dell’informazione sportiva.
Nel dicembre 2005 la Juve strappa l’assoluzione in appello.
Motivazioni: secondo i giudici d’appello, l’abuso di farmaci con finalità dopante è accertato, ma la legge 401 del 1989 sulla frode sportiva è “non troppo accurata”e “poco chiara”: non si applica esplicitamente ai casi di doping, ma solo ai fatti corruttivi, per es. calcio-scommesse e compravendita delle partite. Solo dal 2000 , con la legge antidoping, questi comportamenti sono puniti anche penalmente.
Dunque grazie a questo vuoto legislativo, i reati accertati non sono punibili.
Quanto all’uso dell’eritropoietina su diversi giocatori, ritenuta provata dal giudice di primo grado Casalbore, basandosi sulla perizia del’ematologo D’Onofrio, la Corte d’Appello non la ritiene dimostrato: la perizia, secondo i giudici d’appello, è stata “enfatizzata in senso accusatorio” dal giudice Casalbore.
Quanto infine all’accusa di somministrazione di farmaci in modo pericoloso per la salute dei calciatori, essa “non costituisce reato” perché gli atleti “non erano ignari burattini” ingannati dalla Juve, “ gli atleti erano informati, magari in modo non perfetto, e accettavano consapevolmente di prendere parte a una parte censurabile ma comune”.

Dal punto di vista della slealtà sportiva, anche le 130 pagine delle motivazioni della sentenza assolutoria suonano come campane a morto per la società bianconera:
“Non vi è dubbio che la condotta contestata con riferimento alle specialità medicinali non espressamente vietate venne posta in essere nei confronti dei giocatori della Juventus: è ampiamente provato agli atti del processo che nel 1994-1998 la somministrazione dei farmaci in questione avvenne realmente e fu realizzata spesso con con modalità off label, ossia al di fuori del contesto autorizzativo del Ministero della Salute, cioè in forme non consentite.”
Il tutto non per iniziativa del solo Agricola, ma anche dell’amministratore delegato Giraudo(assolto in primo grado per insufficienza di prove e in appello solo perché, invece, la legge ancora non puniva questi fatti):
“ Non vi è dubbio che contro il Dr. Giraudo militano molteplici dati di valutazione, pur indiretti.
È pacifico che non si è interessato esclusivamente della gestione finanziaria della compagine, ma ha costantemente seguito le sorti della Juventus anche sotto il profilo agonistico. Alla Juve la somministrazione off label dei medicinali rappresentò un fenonmeno non sporadico, ma una pratica purtroppo molto diffusa nel calcio italiano”.
Agricola insomma agì “in una gestione societaria” basata su “una strategia allargata, che coinvolse non solo il medico sociale, ma anche l’amministratore delegato”.

La parte più debole della sentenza riguarda l’Epo: secondo i giudici d’appello la perizia di D’Onofrio dimostra “al più un sospetto” di uso di questa terribile sostanza, non la certezza necessaria per condannare. Poi, aggiungono, “dal 1994 al 1998 e successivamente non venne riscontrato alcun caso di positività a sostanze dopanti in nessun giocatore in forza alla Juventus”.
Qui i giudici dimenticano che, prima del ’98, il laboratorio dell'Acquacetosa era un colabrodo, non cercava né gli anabolizzanti né tantomeno l’Epo, tant’è che fu chiuso dal Coni e sostituito per due anni da centri stranieri; e dopo il ’98 almeno una positività ci fu: quella di Edgar Davids.

Questa sentenza assolutoria(provvisoria, in vista della Cassazione), passa sui media come se gli imputati avessero vinto la Coppa dei Campioni, come se fossero degli eroi senza macchia e senza paura. Quasi nessuno legge o cita i passaggi più aspri della motivazione. Uno dei pochi a sottolinearlo è Zeman: l’allenatore boemo, che con la famosa intervista aveva denunciato il doping nel calcio, critica ancora la Juve in una serie di interviste.
Allora Moggi, in una delle telefonate intercettate, dice a Giraudo: “A Zeman bisogna fargli qualcosa, non so, un sistema, bisogna dargli una legnata…Bisogna prendere le emorragie, dandogli un danno a questo qua, inventandoci qulacosa, portandogli via un giocartore, trovargli qualche…”
E, al telefono con Biscardi, rincara la dose:
Biscardi:” Zeman lo faccio stangà da Riva(Gigi Riva, dirignete della Nazionale,NdA)…”
Moggi: “…Ma vogliamola una bella cosa? Andiamogli addosso di brutto!”

Fine prima parte, a lunedì prossimo per la sentenza della Cassazione…

sabato 8 marzo 2008

Mastella: vittima e carnefice?

Prendo da http://www.beppegrillo.it/ una bellissima poesia dedicato al povero Mastella...! Ebbene sì, dopo aver svolto il lavoro sporco facendo cadere il governo Prodi, è stato ripudiato da tutti, specie da Berlusconi, e rischia di rimanere a casa.

Si consolerà con la notizia di oggi della sua archiviazione nell'inchiesta Why Not,quella famosa dove era stato indagato da De Magistris, che avendo questa terribile colpa di non guardare in faccia nessuno, sta per essere estromesso definitivamente dai suoi compiti di magistrato. Per chi non si ricordasse la richiesta del trasferimento era partita dallo stesso Mastella, ministro della Giustizia.
Che credibilità può avere questa archiviazione dopo che il titolare dell'inchiesta è stato cacciato dall'indagato?!?

In morte del fratello Clemente 1(*)

Un dì, s'io 2(*) non andrò sempre fuggendodi partito in partito,
me vedrai sedutosu la tua pietra, o fratel mio,
gemendoil fior de' tuoi gentil anni caduto.
La Madre 3(*) or sol suo dì tardo traendo
parla di me col tuo cenere muto 4(*),
ma io deluse a voi le palme tendo
e sol da lunge i tetti di Ceppaloni 5(*) saluto.
Sento gli avversi numi 6(*),
e le secretecure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quiete.
Questo di tanti voti oggi ti resta!
Gentil Clemente, almen le ossa 7(*) rendi allora
al petto degli italiani mesti.

Testo liberamente tratto da: "In morte del fratello Giovanni" di Ugo Foscolo.



1(*) L’autore, con sottile eufemismo, si riferisce alla morte politica dello statista italiano Clemente Mastella (Ceppaloni 5 febbraio 1947, vivente)

2(*) La poesia è attribuita al famoso compagno di merende Pierferdinando Casini (“Ferdy”) che ha condiviso le battaglie politiche di Clemente Mastella (“Clem”) per decenni

3(*) Il significato da attribuire alla “Madre” è fonte di discussione per gli studiosi. Se molti la riferiscono a Silvio Berlusconi, alcuni propendono a una allusione a donna di facili costumi

4(*) “Cenere muto” è il soprannome del Governatore Antonio Bassolino. La cenere infatti non parla e neppure Bassolino ha mai detto nulla ai giudici sul disastro ambientale in Campania

5(*) Città natale di Mastella di cui è sindaco a vita. E’ rimasta celebre la fiaccolata dei suoi abitanti a sostegno della moglie Sandra Lonardo costretta agli arresti domiciliari perché accusata di concussione

6(*) Gli “avversi numi” sono le percentuali di voto previste per il suo partito di ricatto e di governo, detto UDEUR. Infatti, nel 2008, per la prima volta un partito italiano registra intenzioni di voto negative. Fa perdere tra il 10 e il 12% dei voti a chi se lo prende

7(*) “Le ossa” sono in realtà i popolari torroncini natalizi autoprodotti da Mastella con i soldi del finanziamento pubblico al suo partito. Tutti gli italiani ne vorrebbero un etto.

giovedì 6 marzo 2008

Favola di un Cavaliere Miracolato - Cap. II -

CAPITOLO II
Nel giro di poco tempo il nostro piccolo ma grande nano costruì quindi un vero e proprio impero, lui si sedeva nel trono, aveva fidi consiglieri, ricchezze sparse ovunque, servitori e giullari. Ottenne presto l’appoggio dei Grandi Capi della Terra e degli Dei, e grazie alla Telefinzione, cui si aggiunse presto anche la CartaFinzione, il consenso quasi unanime del popolo.
Ma come si sa, quando hai successo nascono le invidie e nemici. Oltre ai già citati Dioscuri, Boia del Dio delle Manette Facili, si aggirava minaccioso un gruppetto di Boia, denominati i Vampiri della Libertà. Queste losche figure si aggiravano tra quelle vie stranamente numerate seguendo gli emissari dei Grandi Capi della Terra, anch’essi molto timidi come quelli del Dio della Neve. In alcuni casi erano gli stessi. Una volta raggiunti e presi, i Vampiri della Libertà prosciugavano spietatamente e senza pietà la libertà di questi timidi esseri viventi che, in fin di vita, furono costretti a svelare persino per conto di chi lavoravano. Loro! Che della loro modestia e timidezza avevano fatto una ragione di Vita, che non sarebbero mai voluti diventare famosi, dovevano amettere che lavoravano per conto dei Grandi Capi della Terra!! Capite bene che la libertà da quel momento verrà meno per sempre!! A dir la verità c’erano eccezioni, alcuni lavoravano alla luce del sole, coraggiosi e spavaldi non temevano nessuno. Ma i Vampiri della Libertà succhiarono via persino la loro lodevole personalità.
Così da una parte I Dioscuri stavano dissacrando il Dio delle Nevi, riuscendo persino a catturare il Sommo Sacerdote, e dall’altra i Vampiri della Libertà misero in grave crisi tutti i Grandi Capi della Terra, alcuni tra i quali in stretto contatto con il Dio Unico e i suoi amici.
In questo rovesciamento dell’ordine costituito il Cavalere degli Dei si ritrovò di colpo senza molti amici, addirittura il Socievole Fiore Rosa fu costretto a fuggire in Africa perché accusato di essere un ladro anche dalla popolazione, Il Banchiere del Dio Unico era già morto, ma quel che più grave con la cattura del Sommo Sacerdote, che aveva preso il posto si Sir Mangano, ormai debole, veniva meno anche l’appoggio del Dio delle Nevi.
Ora il Cavaliere degli Dei non aveva più nessun Dio a cui rivolgere la preghiera. Era disperato, temeva giustamente per il suo futuro, temeva i Vampiri della Libertà. Per fortuna che nel frattempo i Boia Dioscuri morirono nel giro di due mesi uno dall’altro, strane coincidenze che capitano nella vita. S’era spaventato il nostro Cavaliere senza Dei nel sentire uno dei due Dioscuri parlare negativamente di lui, Sir Mangano e Mago Marcello.
Comunque, dopo questa bella notizia, Mago Marcello corse in aiuto del Cavaliere senza Dei.
Grazie ai suoi poteri Magici il Mago trasformò l’ex nano,l’ex imprenditore, in un Politico e riuscì per sino a trovare una nuova religione per lui, il Dio della Neve Sepolta.
Questo Dio era simile al precedente, ma più moderno, più timido di quello precedente, e più furbo.
Il nostro neo Politico ne rimase subito affascinato, e così in men che non si dica sostituì anche i Gandi Capi della Terra, ponendo se stesso come Politico Assoluto. La popolazione, grazie alla sua Tele e Cartafinzione, lo appoggiò e divenne così il Politico Assoluto della Terra.
Sembrava sistemato tutto, il Mago Marcello vide ancora giusto. Ma frange della popolazione cominciò a dubitare del Politico Assoluto, alcune malelingue sparsero la voce della sua amicizia con Fiore Rosa, odiato da tutti, alleati Politici dubitarono della sua onestà, sapendo della sua amicizia con il Sommo Sacerdote, ritenuto responsabile della morte dei Dioscuri, che, non si sa perché, piacevano alla gente.
Possibile che il Politico Assoluto sia un Ladro?
Possibile che il Politico Assoluto sia un Mafioso?
Questi i dubbi della popolazione, e alla fine i Vampiri della Libertà si misero alla ricerca del Politico Assoluto. Dopo poco tempo si dimise da Gran Capo della Terra, ma rimase disponibile per il futuro. Nel Frattempo gli Orchi demoniaci presero il potere, portarono la Terra allo sbando.
Ma i Vampiri della Libertà riuscirono solo ad avvicinarsi al Politico Ladro e Mafioso, il quale, grazie alla sua abilità e all’amicizia con lo Scudiero della Legalità, riuscì a convincere alcuni Boia delle sue buone intenzioni, così riuscì sempre a guadagnar terreno con i Vampiri della Libertà che col tempo persero pezzi e speranza.
Comunque la situazione è difficile, il nostro Ex Politico Assoluto dovrà vedersela con gli Orchi Demoniaci per sopravvivere, suoi acerrimi nemici. Riuscirà nella sua ardua impresa?
O gli Orchi Demoniaci lo sconfiggeranno facendo leva sui suoi guai e malelingue?

continua...

mercoledì 5 marzo 2008

Favola di un Cavaliere Miracolato -Cap. 1-

PROLOGO
Mi son chiesto come rendere il mio blog più popolare...
Una bella favola per bambini forse mi aiuterà...
E' la prima volta che mi cimento in una cosa del genere, spero che l'esperimento sia gradito al lettore.
CAPITOLO I
Tanto, ma tanto tempo fa, in un luogo non lontano dall’Africa e abbastanza vicino ai paesi nordici, vivevano un nano, un imprenditore,un ladro, un mafioso, un politico, e tante altre specie di persone tutte in relazione tra loro. Non mancavano maghi, cavalieri, eroi, ecc.
Leggenda narra che un nano, dedito al lavoro, ricevette dal padre un’immensa fortuna.
Il padre era devoto al Dio della Neve, i cui emissari, viaggiando tra vie stranamente numerate e nascoste, portarono in dono una grande fortuna al padre del nano, degna ricompensa per chi non svelò mai i nomi dei timidi emissari che non volevano diventare famosi.
Il nano ereditò questa fortuna, con il benestare del Dio della Neve, e cominciò a lavorarci su.
Invece di miniere il nostro nano costruì palafitte, poi palazzi, città. Divenne in fretta un gran nano, e fu a quel punto che venne il Mago Marcello, suo vecchio amico, che grazie ai suoi poteri lo trasformò in un imprenditore vero. Ma ad una condizione: l’imprenditore per continuare ad essere tale doveva ospitare in casa una sorta di Talismano, per tenere lontano i guai.
Fu così che Mago Marcello chiamò un Prode Cavaliere, Sir Mangano, della Sacra Famiglia di Porta Nuova, famoso per le sue mirabili imprese in terre saracene.
Il nano-imprenditore non diede in realtà grande risalto a questo personaggio, tanto che il Prode Cavaliere venne assunto come semplice Stalliere, un Cavaliere deve sapere come si trattano i cavalli, pensò il neo imprenditore.
Comunque sia con il suo arrivo le minacce all’imprenditore di colpo svanirono e le ricchezze aumentarono. Mago Marcello vide giusto, un ottimo Talismano.
Visto il buon successo avuto con l’aiuto del suo amico Mago, L’imprenditore baciato dalla fortuna, decise di avvalersi di altri suoi amici. Un suo amico,tal Bambino Cattivo, nato nella terra dei nani, un’ isola caratterizzata da sassi, pecore e nani, ove però germogliano fior di uomini, era in buoni rapporti con il banchiere del Dio Unico. Se voleva poteva chiedere al Dio Unico un favore.
Da qui la vita del nostro imprenditore si complica: era devoto al Dio della Neve, un altro credo, non poteva cambiare religione così. Allora per informarsi decise di intraprende una grande avventura:
Si iscrisse all’associazione misteriosa degli Eroi Incappucciati. Gli Eroi Incappucciati vivevano in un luogo misterioso, nessuno conosceva nessuno, praticavano strani riti vicini alla simbologia Comunista, forse addirittura lodavano Satalin, il Demonio in persona, quello coi grossi baffi, pensava l’ex nano.
Ma ormai aveva deciso, si avventurò e riuscì a diventare pure lui un Eroe Mascherato.
Per fortuna di Satalin il Demonio nemmeno l’ombra, anzi…
Scoprì molte cose interessanti. La più importante per lui che il Dio della Neve e il Dio Unico in realtà vanno d’accordo, fanno cagnara solo pubblicamente, spesso il Dio Unico utilizzò gli emissari della Neve, come fece pure suo padre. L’idea del suo amico Bambino Cattivo era così attuabile.
Il Banchiere del Dio Unico diede una grande benedizione, ma molto grande, con il benestare degli emissari di questo Dio Unico.
Certo ora il nostro imprenditore doveva servire due Dei, ma ne valeva la pena. I suoi amici l’aiuteranno.
In continua ascesa, il nostro imprenditore fu proclamato Cavaliere degli Dei, e prese possesso di una nuova tecnologia che permetteva al popolo di pensare e agire come voleva lui, però non sempre funzionava. Nacquero i primi nemici, il Talismano Sir Mangano non c’era più, aveva confuso la parola cavalli con Neve e, invece di portare i cavalli in un albergo, come d’accordo, portò invece la Neve. Come avrete capito Sir Mangano era in realtà un emissario della Neve, ma nessuno lo sapeva…Mago Marcello fu l’unico a stargli vicino nei momenti difficili in seguito alla punizione che Sir Mangano dovette subire. In quegli anni c’erano alcuni Boia che erano devoti al Dio della Manetta Facile, acerrimo nemico del Dio della Neve. Questi Boia furono soprannominati i Dioscuri.
Furono loro a punire il Prode Cavaliere Saraceno, da anni alla corte dell’ormai famoso Cavaliere degli Dei.
Comunque sia di questa storia nessuno del popolo sapeva nulla, così la sua popolarità e credibilità s’impennò a tal punto che persino i Grandi Capi della Terra riconobbero il suo valore. Specialmente il Socievole Fiore Rosa, membro autorevole dei Grandi Capi. Divennero presto amici e si aiutarono a vicenda. Frequentavano gli stessi amici, avevano contatti con le stesse persone, specie gli emissari del Dio della Neve che, ancora timidi, viaggiavano su quelle vie stranamente numerate per aiutare il Fiore Rosa. In cambio quest’ultimo aiutò il Cavaliere degli Dei per risolvere alcuni problemi legati alla Telefinzione, la tecnologia che il nostro ex nano prese possesso, come vi raccontavo prima.
Tutto sembrava procedere a meraviglia, ma poi…

...continua...

lunedì 3 marzo 2008

MEMORIAL "CALCIOPOLI" PARTE III

Oggi sul Corriere della Sera c’è un’intervista a Moggi.
È stato ad un congresso dell’Udc, ha abbracciato Casini, e al giornalista che lo ha intervistato confessa che se gli proponessero una candidatura lui accetterebbe!
Dice inoltre che il 75% degli juventini lo voterebbero, ovvero 9 milioni di juventini!
Dice che gli juvventini lo amano perché ha fatto vincere la juve, non gli rimprovano il fatto che abbia portato la Juventus in serie B!
Dice che non lo candidano perché hanno paura di lui, porterebbe troppi voti a suo favore!

Penso che ogni commento sia superfluo, non merita nemmeno di essere insultato.
È anche per questo che sento, oggi a maggior ragione, di continuare la rubrica su Calciopoli.

Moggi e i Mass media:
Ad alcuni cronisti è vietato partecipare ai talk show televisivi, non solo al “Processo di Biscardi”(dove Moggi e Biscardi concordavano tutto, moviole e ospiti,) ma anche nelle trasmissioni sportive più seguite della Rai e Mediaset. Idem per gli opinionisti non allineati, primo fra tutti l’ex juventino Boniek, cacciato dalla Domenica Sporiva dopo il 2004-05, e sostiituito dal più docile Sandro Mazzola( vanno benissimo i vari Vincenzo D’amico, Claudio Sala, Mauro Sandreani, opinionisti con poche opinioni). Lucianone non tollera i giornaliusti liberi e interviste vere, così il suo controllo si estende ai giornali: il torinese “Tuttosport” dedica a Moggi sette articoli al giorno per celebranrne la bravura e la bellezza; la milanese “Gazzetta dello Sport” non è da meno nell’esaltare il potere e le gesta dell’ex ferroviere.

Moggi e Preziosi:
Il dirigente del Venezia Pino Pagliara, per combinazione amico di Moggi, viene fermato dalla polizia all’uscita della fabbrica di giocattoli di Enrico Preziosi, presidente del Genoa.
A bordo dell’auto di Pagliara viene trovata una busta con 250mila euro in contanti: per la magistratura sportiva è la prova dell’illecito. Il Genoa batte i veneti 3-2, la parte rossoblù della città si esalta, ma la festa finisce presto. Il Genoa, umiliato e condannato, precipita direttamente in C1, con 3 punti di penalizzazione.
I rapporti tra Preziosi e Moggi finiscono per interessare la magistratura: Lucianone viene indagato per concorso alla bancarotta fraudolenta del Como, la società gestita in precedenza da Preziosi.
Il quale, prima del crac, aveva svuotato il club lariano portandosi via tutti i giocatori di valore, e poi lo aveva ceduto a un imprenditore milanese. Nella compravendita di un paio di calciatori c’erano state operazioni disinvolte. Moggi scarica la responsabilità su Preziosi, e alla fine i magistrati, in mancanza di più concreti elementi, decidono per l’archiviazione.

Il Genoa in C1, il fallimento del Perugia di Gaucci e del Torino di Cimminelli(personaggi legati a intermittenza al carrozzone di Moggi) la retrocessione del Bologna danneggiato dagli arbitri, sembra segnare la Caporetto definitiva del movimento del calcio. Dove Moggi è il padrone assoluto: è presente sui giornali, tv, anche la Rai ormai tutti moggizzati. Questo controllo mediatico è molto utile,come dimostra il processo per doping alla Juve.( Tratto da Lucky Luciano, a cura di Marco Travaglio).

Per oggi mi fermo qua, il processo alla juve per doping merita capitoli a parte. Comincerò lunedì prossimo.

venerdì 29 febbraio 2008

Liberi di Servire

Oggi il mio blog compie il primo mese di vita.
Volevo ringraziare tutti coloro che hanno visitato questo sito, specialmente l’Associazione Culturale di Nogara(Vr), che mi ha inviato una e-mail tanto inattesa quanto bella, e tutti coloro,conoscenti e non, che hanno lasciato anche un commento ai miei post, , in quanto mi hanno regalato un po’ di felicità, che di questi tempi non è poco avere.

In questa occasione sento la necessità di esporre una breve riflessione sulla situazione politica e sociale dell’Italia. Nel post “Perché resistenza civica?”, spiegavo il motivo di fondo della creazione di questo mio blog, ora cercherò di scendere un po’ più nel dettaglio.
Premesso che non sono un cervellone, ma che non mi ritengo stupido,cercherò di spiegarmi nel modo più chiaro possibile.

Parto dal fatto inconfutabile che la politica deve risolvere i problemi dei cittadini e, possibilmente, non crearne dei nuovi.
È inconfutabile il fatto che la politica ha fallito il suo dovere. Si, è impossibile accontentare tutti, l’operatore del call center e i grandi manager industriali, l’ateo e il Papa, il comunista e il fascista, per farla breve.

Pensavo però che fosse anche impossibile avere miliardi di debito pubblico, tasse elevate per servizi scadenti, infiltrazioni criminali nell’intero panorama politico tranne rare eccezioni, sudditanza dagli Usa anche a 20 anni dalla fine della guerra fredda, oltre a pressioni Vaticane con chissà quali reali obiettivi.
In questo contesto storico si è inserito negli ultimi anni un elemento che a mio avviso ha dato il colpo di grazia al Paese e ai suoi cittadini. L’avvento della Tv commerciale prima e la sua anima trasformata in ideologia politica ha di fatto imposto un pensiero unico accettato dalla stragrande maggioranza della gente. Accettiamo il capitalismo senza concorrenti e fatto con i soldi delle banche, cioè i nostri, accettiamo la schiavitù dei lavoratori figlia di una globalizzazione senza regole, accettiamo la disintegrazione progressiva della natura,cambiamenti climatici evidenti giustificandoci nella limitatezza del nostro agire.
L’esplosione dell’appiattimento culturale che subiamo nelle tv private e pubbliche, che sono in realtà due facce della stessa medaglia, ci ha plagiati pian piano in strumento per il consenso, giustificazione per la mala politica, complici della decadenza socio-culturale italiana.
Le Tv e i mass-media hanno contribuito a sostituire il crollo dell’ideologie con il mito del denaro e piaceri della carne, tramite la spettacolarizzazione della vanità, innalzando a nuovi eroi e idoli figure costruite a tavolino che hanno come unico scopo la rimozione della critica. Si può essere incompetenti in tutto, ma se si è belli o simpatici, hai successo.
Se a ciò aggiungiamo l’odierna inutilità pratica della cultura, abolita da raccomandazioni e incapacità professionale, l’italiano medio di fine millennio e inizio nuovo è lo specchio dei modelli imposti dala società, un lavoratore rassegnato alla sua condizione, che aspira a far parte del mondo che riflette.
Tutto ciò avrebbe fatto indignare i nostri rappresentanti al Parlamento, invece con il passar del tempo anch’essi hanno accettato l’inaccettabile, nascondendo fatti e difendendo il loro status di politico, di qualsiasi colore sia. Non hanno colto il cambiamento sociale di questi ultimi 30 anni, anzi alcuni di loro lo hanno sfruttato a loro vantaggio, e piano piano la distanza tra popolazione e classe dirigente è aumentata a dismisura, aldilà dell’affluenza alle urne pubblicizzate all’infinito da uno dei due candidati Premier.
Tolta la capacità di pensare, di criticare liberamente, assistiamo a oscene visioni e accadimenti rimanendo passivi.Andreotti nonostante sia stato accertato mafioso, per poco non diventava presidente del Senato, va tranquillamente in Tv a parlare del più e del meno come fosse un’autorità, senza che nessuno gli dia giustamente del mafioso. Berlusconi: è stato accertato che ha finanziato per 20 anni la mafia di Riina, corrotto giudici a suo favore, fallito le sue politiche economiche, mente e si contraddice in continuazione, eppure ancora gode di credibilità tra la gente e sta per essere rieletto per la terza volta Presidente del Consiglio. D’Alema, ex comunista, stava comprando una banca con i suoi pupilli e con l’appoggio di Berlusconi e soci, fa ancora il Ministro e per poco non diventava Presidente della Repubblica…
Dov’è finita la capacità di indignarsi? O forse tutto ciò è giusto?

Io non so come ragionano le altre persone, e fo fatica a capirle, viviamo tutti i giorni in un paradosso ma finchè non ci tolgono casa e cibo nessuno si muove.
Penso che non mancherà molto di questo passo…
Aspetto con ansia il momento in cui la gente si rivolterà perché affamata e senza tetto, l’unico concetto che gli italiani capiscono.

giovedì 28 febbraio 2008

Beata Coerenza della Destra...!

Attenuanti attenuate

"Sono garantista nell'anima... Sono per la certezza della pena, sono per togliere le attenuanti, che chi ha commesso un reato deve andare in galera per tutto il periodo della pena. Però non vorrei neanche che queste liste le facessero le procure della Repubblica" (Daniela Santanché, La Destra, 'In mezz'ora', Rai3, 24 febbraio 2008).

"Visto l'articolo 531 Cpp, dichiara non doversi procedere nei confronti di Berlusconi Silvio in ordine al reato di corruzione ascrittogli al capo A) limitatamente al bonifico in data 06-07 marzo 1991 (al giudice Squillante, ndr) perché, qualificato il fatto per l'imputato come violazione degli articoli 319 e 321 C. P. e riconosciute le circostanze attenuanti generiche, lo stesso è estinto per intervenuta prescrizione..." (dal dispositivo della sentenza Sme-Ariosto, Tribunale di Milano, 10 dicembre 2004).

"Ci mancherebbe che Berlusconi non potesse essere candidato premier di questo paese!" (Daniela Santanché, La Destra, 'In Mezz'ora', Rai3, 24 febbraio 2008) (26 febbraio 2008)

mercoledì 27 febbraio 2008

Beppe Grillo al Monnezza Day 1/2

Grillo è stato a Napoli a parlare dei rifiuti. La colpa è dell'Impregilo, la società del nord che doveva smaltire i rifiuti.E non solo loro...

FIDEL CASTRO

Come promesso nel blog sul "Che" vi parlo di Fidel Castro. O meglio: ho preso alcune notizie da www.wikipedia.it.
Fidel a differenza del "Che " non è un mio punto di riferimento, ma non è nemmeno quel mostro comunista che gli americani e buona parte degli italiani pensano che sia.
Per un pò di chiarimento ho ritenuto opportuno far sapere,a chi vuole, la storia della sua vita.

Fidel Alejandro Castro Ruz (Mayarí, 13 agosto 1926[1]) è un politico cubano. È stato primo ministro di Cuba dal 16 febbraio 1959 all'abolizione della carica avvenuta il 2 dicembre 1976 ed è stato, dal 3 dicembre 1976 al 18 febbraio 2008, Presidente del Consiglio di Stato[2] e Presidente del Consiglio dei Ministri.
Castro è stato il leader della rivoluzione cubana contro il regime di Fulgencio Batista e, dopo la fallita invasione della Baia dei Porci da parte degli Stati Uniti d'America, ha instaurato un governo autoritario legato all'Unione Sovietica, da lui ininterrottamente guidato. Ha spesso giocato un ruolo internazionale maggiore di quanto lascino supporre le dimensioni geografiche, demografiche ed economiche di Cuba a causa della sua posizione strategica e vicinanza geografica agli Stati Uniti d'America. Castro è una figura controversa: i detrattori lo considerano un dittatore nemico dei diritti umani, mentre i suoi sostenitori lo considerano un liberatore dall'imperialismo e sottolineano i progressi sociali che egli ha promosso a Cuba.
È noto anche con l'appellativo di Líder máximo, pare attribuitogli quando (il 2 dicembre 1961) dichiarò che Cuba avrebbe adottato il Comunismo in seguito allo Sbarco della Baia dei Porci a sud dell'Avana, un fallito tentativo degli Stati Uniti di rovesciare il governo cubano: nel corso degli anni Castro ha rafforzato la popolarità di quest'appellativo.
La leadership di Castro è rimasta incontestata, grazie al sostegno delle masse dovuto al miglioramento delle condizioni di vita secondo i suoi sostenitori, a causa della coercizione e della repressione secondo i detrattori.
Il 18 febbraio 2008, dopo 49 anni di presidenza, Fidel Castro ha dichiarato che non avrebbe accettato una nuova elezione alla Presidenza del Consiglio di Stato e del consiglio dei Ministri.
I primi anni
Nacque nel villaggio di Birán, già provincia cubana di Oriente (attuale provincia di Holguín), il 13 agosto 1926, da una famiglia di agricoltori benestanti (figlio di Ángel Castro e Lina Ruz).
Nel 1932 Fidel studiò a Santiago de Cuba, inizialmente alla scuola La Salle, un istituto per ragazzi di famiglie benestanti, e poi, dal 1941 al 1945, si trasferì all'Avana, nell'esclusivo collegio dei Gesuiti Belèn.
Nel 1945 si iscrisse alla facoltà di legge dell'Università dell'Avana. Nell'ateneo molto politicizzato, Fidel aderì alla lega antimperialista schierandosi apertamente contro il nuovo presidente cubano, Ramòn Grau.
Nel 1948 sposò Mirta Diaz-Balart, studentessa di filosofia. In viaggio di nozze i due sposi trascorsero un breve periodo negli Stati Uniti.
La resistenza contro Batista
Castro fece praticantato in un piccolo studio associato dal 1950 al 1952. Intendeva candidarsi al parlamento nel 1952 per il "Partito Ortodosso", ma il colpo di stato del Generale Fulgencio Batista rovesciò il governo di Carlos Prio Socarras e portò alla cancellazione delle elezioni. Castro denunciò Batista in tribunale per violazione della costituzione, ma la sua petizione venne rifiutata. In risposta Castro organizzò un disastroso assalto armato alla caserma della Moncada, nella provincia di Oriente, il 26 luglio 1953. Più di ottanta tra gli assalitori vennero uccisi, Castro fu fatto prigioniero, processato e condannato a quindici anni di prigione. Castro utilizzò l'arringa finale del suo caso per il suo famoso "La storia mi assolverà" [3], un discorso appassionato con cui difese le sue azioni spiegando la sua visione politica. Venne rilasciato grazie ad una amnistia generale nel maggio 1955 e andò in esilio in Messico e negli Stati Uniti.
Castro ritornò in patria clandestinamente, con diversi altri esiliati, navigando dal Messico a Cuba su una piccola imbarcazione, il Granma. La prima azione del gruppo, che volle chiamarsi il Movimento del 26 di luglio, si svolse nella provincia di Oriente il 2 dicembre 1956. Solo dodici degli ottanta uomini, tra cui Ernesto "Che" Guevara, Raúl Castro e Camilo Cienfuegos, sopravvissero alla ritirata sulle montagne della Sierra Maestra, e da lì iniziarono la guerriglia contro il governo di Batista.
Il gruppo di guerriglieri crebbe fino a superare gli 800 uomini. Il 24 maggio 1958, Batista lanciò diciassette battaglioni contro Castro nell'Operazione Verano. Nonostante lo svantaggio numerico, le forze di Castro misero a segno una serie di vittorie, aiutate dalla massiccia diserzione e dalle rese all'interno dell'esercito di Batista. Il capodanno del 1959 Batista lasciò il paese, e le forze di Castro entrarono a L'Avana. Il 5 gennaio del 1959 il professore di legge José Mirò Cardona creò un nuovo governo, con lo stesso come primo ministro e Manuel Urrutia Lleò come presidente. L'8 gennaio 1959 Fidel Castro assunse il ruolo di Comandante in Capo delle Forze Armate. Il 13 febbraio 1959 José Mirò Cardona si dimise inaspettatamente dalla sua carica e gli successe Fidel Castro. Il 17 luglio 1959 Osvaldo Dorticós Torrado fu nominato Presidente della Repubblica, carica in cui rimase sino al 1976, sostituito poi da Fidel Castro; divenne successivamente membro del Consiglio di Stato
L'incontro con Giovanni Paolo II
Nel novembre del 1996 Fidel Castro andò a Roma, in occasione dell'Incontro mondiale sull'alimentazione promosso dalla FAO. In quell'occasione andò in Vaticano, per incontrare il Papa Giovanni Paolo II.
Il 21 gennaio del 1998 Giovanni Paolo II contraccambiò la visita ed andò a Cuba. Pochi giorni prima del suo arrivo Castro, per un accordo preesistente, liberò 106 detenuti, che comparivano in una lista di 260 nomi consegnata a Castro dal segretario vaticano Angelo Sodano[4]. Fidel Castro ricevette Giovanni Paolo II con tutti gli onori, e rinunciando per la prima volta alla sua famosa divisa militare, per indossare giacca e cravatta.

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lunedì 25 febbraio 2008

MEMORIAL CALCIOPOLI -PARTE II-

Nelle telefonate intercettate dalla polizia giudiziaria tra il 2004 e 2005 a Moggi, Giraudo e Pairetto, disegnano il ritratyo di una lobby di potere che domina il calcio italiano e ruota intorno al duo Moggi-Giraudo.Attorno a loro ruotano dirigenti federali e arbitrali, arbitri, procuratori legati alla Gea World(quella del figlio di Moggi, Alessandro), giornalisti tv e carta stampata, e perfino politici.
Tra i quali Clemente Mastella(già vice-presidente del Napoli quando Moggi era il direttore sportivo), e tre ministri del governo Berlusconi: Siniscalco(Economia), Pisanu(Interno), Matteoli(Ambiente).
Quanto a Mastella, in una telefonata del 2005 si sente il suo portavoce parlare con Moggi per concordare un’interrogazione parlamentare da presentare contro Ermanno Pieroni, presidente dell’Ancona, che aveva denunciato in tempi non sopetti le trame moggiane.
Moggi detta, l’assistente di Mastella prende nota, e il buon Clemente interroga ed esterna.
Comunicazione Ansa del 9 febbraio 2005:” Trovo poco corretto lanciare accuse, peraltro senza l’onere della prova, attraverso i giornali.il calcio vive una lunga e grave crisi e le insinuazioni contro il direttore generale della Juventus rischiano di infliggere un altro colpo mortale a uno sport sull’orlo del tracollo. I media peccano di eccessivo sensazionalismo”.
L’amicizia tra Moggi e Mastella è tale che alla vigilia delle elezioni politiche del 2006, nel tentavio disperato di ricondurre Mastella alla Casa delle Libertà, Berlusconi gli invierà Moggi in veste di ambasciatore.
Campionato 2004-2005. I bianconeri vanno in fuga. Arbitraggi compiacenti, poche ammonizioni a carico, molti episodi discutibili.
Terza giornata: Sampdoria-Juve 0-3. Partita che finisce nel mirino della magistratura: il primo gol arriva su calcio di rigore in una mischia omerica, l’arbitro Dondarini-uno dei pupilli di Pairetto- pesca il penalty per un contatto del difensore Falcone e Emerson. La panchina s’infuria, rivolta in campo generale. Del Piero segna, poi la Juve dilaga.
Le intercettazioni rivelano che la coppia Moggi-Giraudo e Bergamo –Pairetto, si sarebbero riuniti a cena nella villa torinese dell’amministratore delegato juventino.
Ecco la lista degli arbitri graditi: De Santis, Bertini, Trefoloni, Pieri,Dondarini, Gabriele, Palanca, Racalbuto, Rodomonti, Farina,Cassarà, Dattilo, Cruciani, Ayroldi.
Poco graditi o per niente: Messina e Collina.
Curiosità: nel 2003 dopo un Como-Juve 1-3 l’allenatore Eugenio Fascetti disse riferendosi al giovane arbitro Dattilo: “Ha già capito tutto, farò tanta strada”.