mercoledì 26 marzo 2008

Opus Dei - Notizie e Testimonianza-

Prima di partire con la testimonianza, qualche notizia di carattere generale sull’Opus Dei.
Prendo spunto dal libro di Pinotti ‘Opus Dei segreta’.
Fondata dal sacerdote spagnolo Escrivà de Balaguer nel 1928(in seguito fatto santo) e diventata Prelatura personale nel 1983, concessagli da Papa Giovanni Paolo II.
La prelatura personale garantisce all’Opus Dei una forte autonomia, paragonabile a quella di una diocesi extraterritoriale.
Conta 85.000 membri in tutto il mondo. Entra, attraverso i suoi membri, nelle attività di banche, industrie, partiti politici( la Binetti), sebbene sia dedita a opere di carità.
L’Opus Dei ha una caratteristica contraddittoria, è di fatto segreta, in quanto i suoi membri non si conoscono, come una setta è misteriosa nei suoi rituali, ma è dotata di un sito internet, visitato nel 2005 da tre milioni di utenti. Ed entra sempre più nella società che conta in tutto il mondo.
La sua visione conservatrice del mondo sta influenzando la maggior parte dei cattolici. Negli ultimi anni ha avuto molto successo grazie a Papa Woytila e adesso Papa Ratzinger, diventando quasi una Chiesa nella Chiesa.
Infine, è stata criticata molto la scelta della santificazione del suo fondatore nel 2002, in quanto in passato aveva appoggiato la dittatura franchista. Ora è oggetto di un vero e proprio culto della personalità.

Giornata tipo di una numeraria( un membro semplice dell’Opus dei viene chiamato così)

Emanuela Provera – Milano.Entrata all’Opus Dei a 19 anni.
La giornata tipo di un numerario è definito rigidamente da una serie di norme e consuetudini codificate in diversi documenti a uso interno. Il più importante è il ‘Codex Iuris Particularis Operis Dei.’
“La mia giornata tipo era articolato secondo uno schema piuttosto rigido e soffocante. Tutto era regolato, quasi nulla era lasciato al caso e bisognava rendere conto di ogni cosa alla direttrice della residenza. Mi venivano consegnate delle schede in cui si indicava con una ‘x’ il compimento del piano di vita e degli incarichi apostolici.
Alle 6.10 del mattino sveglia. Baciavo il pavimento e a bassa voce pronunciavo la preghiera del mattino, dopo aver detto il 'Serviam'. Correvo in bagno e facevo una doccia gelata, mentre pregavo per le “intenzioni" indicateci dal Prelato. Alle 6.45 mezz’ora di preghiera in oratorio. 7.15 Messa quotidiana in latino. 7.45 colazione. Alle 8 era il momento di pulire le stanze, insieme alle altre numerarie e alle ausiliari. Le numerarie indossavano un' uniforme bianca. Le ausiliari una blu.
Alle 9 incontro con la diretrice, per concordare il programma della giornata. Discutevamo del piano per avvicinare ragazze all’Opus Dei, impegnandosi di farlo tramite formule precise tipo ‘Cercherò di persuaderla a recarsi da un nostro sacerdote per confessarsi’.
Alle 9.45 uscivo per raggiungere l’università, durante il tragitto leggevo un libro approvato dalla direzione spirituale( c’è un indice di libri proibiti). Non era abitudine consentita leggere nulla al di fuori di una lista suggerita dai direttori.
Dalle 10 alle 13 frequentavo i corsi di Giurisprudenza a Milano. Poi pranzavo con l’amica di turno per convincerla ad appartenere all’Opus Dei.”
Dopo pranzo ogni giorno si vive la norma della mortificazione corporale.
“Per due ore al giorno ero tenuta, come ogni numeraria, a indossare sulla coscia il cilicio(codificato dai paragrafi 83 - 84 del Codex Iuris Particularis Operis Dei): una catena formata da anelli di metallo sui quali sono infisse delle punte che penetrano nella carne. Una pratica dolorosa, alla quale, una volta alla settimana, viene affiancata quella della ‘disciplina’, la frusta con la quale si è tenuti a frustarsi le natiche o la schiena nuda”.
Dalle 15 alle 17 seguivo altri corsi universitari. Alle 18 facevo ritorno in residenza. Alle 18.30 mezz’ora di orazione, sempre sugli scritti del fondatore. Alle 20 la cena, poi mezz’ora di svago: le ‘tertulias’, chiacchiere e aneddoti sulla vita del Padre, sulle azioni apostoliche della giornata.
Alle 20.30 seguiva il rosario e la recita delle ‘preces’. Alle 22 l’esame di coscienza, popi inizia il ‘tempo notturno’ chi vuole rimanere alzata oltre quell’ora deve chiedere il permesso della direttrice. Dopo le 22 non è consentito parlare fino alla prima Messa del giorno dopo. Le luci vengono spente e ci si ritira. Ogni numeraria, in camera propria, si inginocchia davanti al letto e con le braccia distese a croce recita tre Ave Maria, spruzzando il letto di acqua benedetta. Tutti i gioni si dorme su una tavola di legno sistemata sopra una rete. Una volta alla settimana si riposa senza cuscino, per la cosiddetta ‘notte di guardia’, qualche volta si dorme per terra, per fortificare la capacità di sacrificio”.

Ecco, questo è solo l’inizio, la parte più “normale” dell’Opus Dei…

1 commento:

Valerio ha detto...

L'opus dei non si occupa di opere di carità perchè ritiene che la sua sola presenza sia la salvezza del mondo quindi oltre che manipoltori di minorenni sono anche dei avidi spilorci