giovedì 16 ottobre 2008

La Banda Parmalat

In questi giorni si sata svolgendo il Processo Parmalat.
Cosa sappiamo dalle Tv? Che Parmalat è fallita, perchè Tanzi e le banche che l'appoggiavano hanno rubato circa 15 miliardi di euro, rovinando così migliaia di cittadini.
E basta.
E la Politica? non sapeva niente, è innocente stavolta?Mistero.
Mi sembra giusto cominciare a parlare del crack Parmalt con notizie più complete.
Estrarrò dal libro "Onorevoli Wanted" di Gomez e Travaglio, alcuni passi riguardanti il Processo Parmalat.

...Secondo la Procura di Parma, è sicuro che Callisto Tanzi a partire dal 1993 abbia fatto uscire dalle esangui casse del gruppo Parmalat almeno 12 milioni di euro per finanziare illecitamente "membri del Parlamento nazionale, consiglieri regionali, provinciali e comunali, presidenti, segretari e direttori politici e amministrativi dei partiti". Collecchio foraggiava la politica per avere a disposizone le persone giuste a cui rivolgersi nel momento del bisogno.
Cioè sempre, visto che già nel 1990 il gruppo era tecnicamente fallito.
Le banche italiane ed estere lo finanziarono fino a fargli toccare la quota record di 14 milardi di euro, per poi provare a scaricare il debito sui risparmiatori, convinti di acquistare i bond di un'azienda sana.
Nel novembre 2003 anche gli amici più potenti non potevano più nulla.
Il "sistema di protezione" creato da Tanzi elargendo denaro a destra e a manca o regalando "viaggi omaggio a uomini politici, funzionari di banche, e di società finanziare", non poteva più funzionare.
Nello scandalo potevano rimanere invischiati Tanzi, qualche banca, molte società di revisione, ma non la politica. e così è stato.
Per tutti i politici tirati in ballo da Tanzi nei suoi verbali non c'è stato neppure bisogno di archiviazioni. Tutti, tranne Alemanno e La Loggia, sono entrati e usciti da semplici testimoni. E, soprattutto, senza che nessuno dicesse una parola.

Strana bestia la televisione italiana. L'immagine di Igor MArini, il calunniatore che accusava Prodi, Dini e Fassino di essersi spartito le inesistenti tangenti di Telekom Serbia, ha perversato per mesi su tutti i tg.
Quella di Callisto Tanzi no.
O meglio, le tv e buuona parte dei giornali hanno finto di ignorare che il Gran Lattaio, nei primi interrogatori a Milano subito dopo il suo arresto, non puntava l'indice solo contro le banche, ma anche contro la politica.
Come Marini, Tanzi diceva: "Ho pagato Romano Prodi". Ma poi aggiungeva: "Ho finanziato anche Berlusconi, Fini, Casini, ALemanno, La Loggia, Castagnetti, e altri venti personaggi della politica e del giornalismo. Ho aiutato destra e sinistra, prima e seconda Repubblica".
Reazioni? neanche un plissè. Dibattiti? Zero.
I media si girano dall'altra parte.
Le balle di MArini lanciate da "Il Giornale" della famiglia Berlusconi, finivano dritte nel tubo catodico, a reti unificate. Le parole di Tanzi, tutte da verificare, ma sicuramente provenienti da una fonte autorevole, non hanno mai bucato il video.
Tanzi fa i nomi, ma nessuno lo sente.
Così, quando le indagini si concludono nel 2005 senza che gli investigatori siano riusciti ad accertare un bel niente, o quasi, nessun commentatore prova a domandare: ma se Tanzi mentiva, perchè i politici che ha tirato in ballo non l'hanno denunciato per calunnia? E il silenzio dei Tg, diretti da giornalisti di nomina politica, c'entra per caso col fatto che Tanzi ha accusato quasi tutti i partiti?
La Procura di Parma avanza un'ipotesi: "è plausibile che Tanzi, nel momento della sua caduta e del crollo del suo impero industriale, da sempre fondato anche sul favore politico, abbia voluto lanciare un messaggio ai suoi protettori, peraltro mascherando la loro identità all'interno di un eleco nutrito di nomi, compresivo anche di coloro che avevano ricevuto modesti finanziamenti e di episodi risalenti nel tempo."
Insomma, su molte delle prime dichiarazioni di Tanzi, aleggia l'ombra di un grande ricatto al Parlamento.

1 commento:

Marzia ha detto...

Siamo guidati da gente senza scrupoli e il problema più grosso è che in questa crisi economica a salvarsi non saremo noi cittadini!!! speriamo bene
ciao

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