lunedì 3 marzo 2008

MEMORIAL "CALCIOPOLI" PARTE III

Oggi sul Corriere della Sera c’è un’intervista a Moggi.
È stato ad un congresso dell’Udc, ha abbracciato Casini, e al giornalista che lo ha intervistato confessa che se gli proponessero una candidatura lui accetterebbe!
Dice inoltre che il 75% degli juventini lo voterebbero, ovvero 9 milioni di juventini!
Dice che gli juvventini lo amano perché ha fatto vincere la juve, non gli rimprovano il fatto che abbia portato la Juventus in serie B!
Dice che non lo candidano perché hanno paura di lui, porterebbe troppi voti a suo favore!

Penso che ogni commento sia superfluo, non merita nemmeno di essere insultato.
È anche per questo che sento, oggi a maggior ragione, di continuare la rubrica su Calciopoli.

Moggi e i Mass media:
Ad alcuni cronisti è vietato partecipare ai talk show televisivi, non solo al “Processo di Biscardi”(dove Moggi e Biscardi concordavano tutto, moviole e ospiti,) ma anche nelle trasmissioni sportive più seguite della Rai e Mediaset. Idem per gli opinionisti non allineati, primo fra tutti l’ex juventino Boniek, cacciato dalla Domenica Sporiva dopo il 2004-05, e sostiituito dal più docile Sandro Mazzola( vanno benissimo i vari Vincenzo D’amico, Claudio Sala, Mauro Sandreani, opinionisti con poche opinioni). Lucianone non tollera i giornaliusti liberi e interviste vere, così il suo controllo si estende ai giornali: il torinese “Tuttosport” dedica a Moggi sette articoli al giorno per celebranrne la bravura e la bellezza; la milanese “Gazzetta dello Sport” non è da meno nell’esaltare il potere e le gesta dell’ex ferroviere.

Moggi e Preziosi:
Il dirigente del Venezia Pino Pagliara, per combinazione amico di Moggi, viene fermato dalla polizia all’uscita della fabbrica di giocattoli di Enrico Preziosi, presidente del Genoa.
A bordo dell’auto di Pagliara viene trovata una busta con 250mila euro in contanti: per la magistratura sportiva è la prova dell’illecito. Il Genoa batte i veneti 3-2, la parte rossoblù della città si esalta, ma la festa finisce presto. Il Genoa, umiliato e condannato, precipita direttamente in C1, con 3 punti di penalizzazione.
I rapporti tra Preziosi e Moggi finiscono per interessare la magistratura: Lucianone viene indagato per concorso alla bancarotta fraudolenta del Como, la società gestita in precedenza da Preziosi.
Il quale, prima del crac, aveva svuotato il club lariano portandosi via tutti i giocatori di valore, e poi lo aveva ceduto a un imprenditore milanese. Nella compravendita di un paio di calciatori c’erano state operazioni disinvolte. Moggi scarica la responsabilità su Preziosi, e alla fine i magistrati, in mancanza di più concreti elementi, decidono per l’archiviazione.

Il Genoa in C1, il fallimento del Perugia di Gaucci e del Torino di Cimminelli(personaggi legati a intermittenza al carrozzone di Moggi) la retrocessione del Bologna danneggiato dagli arbitri, sembra segnare la Caporetto definitiva del movimento del calcio. Dove Moggi è il padrone assoluto: è presente sui giornali, tv, anche la Rai ormai tutti moggizzati. Questo controllo mediatico è molto utile,come dimostra il processo per doping alla Juve.( Tratto da Lucky Luciano, a cura di Marco Travaglio).

Per oggi mi fermo qua, il processo alla juve per doping merita capitoli a parte. Comincerò lunedì prossimo.

2 commenti:

Valerio ha detto...

Probabile slogan di Moggi "ha lavorato bene per la Juve, lavorerà bene per l'Italia".
Sempre che Mediaset non lo abbia già registrato alla SIAE

Anonimo ha detto...

io penso che se davvero Moggi si candidasse, prenderebbe tanti voti da juventini...dopotutto anche berlusconi ha preso voti da milanisti solo perche in questi anni ha vinto molto!Siamo un popolo con pregi e cose negative...e a volte riusciamo ad essere davvero stupidi. Un saluto dall'irlanda (zio)